Un viaggio nel cuore dell’Etna
Ci sono territori che si possono conoscere attraverso una bottiglia e altri che, per essere compresi davvero, bisogna vedere da vicino. L’Etna appartiene sicuramente alla seconda categoria.
Durante il nostro recente viaggio in Sicilia abbiamo avuto l’occasione di tornare sul versante nord dell’Etna, attraversando vigneti, piccoli borghi e contrade che rappresentano oggi una delle realtà più affascinanti della viticoltura italiana.
Qui il vino nasce in un ambiente unico: suoli di origine vulcanica, vecchie vigne allevate ad alberello, terrazzamenti, altitudine e forti escursioni termiche contribuiscono a creare vini profondamente legati al luogo da cui provengono.
Ma una delle cose più interessanti dell’Etna è scoprire come, anche spostandosi di pochi chilometri, il carattere di un vino possa cambiare. È il mondo delle contrade etnee, piccoli territori con una propria identità, che abbiamo avuto modo di conoscere ancora meglio attraverso il lavoro di Vigneti Vecchio.
Etna Nord: un mosaico di vigne e contrade
Sul versante settentrionale dell’Etna la viticoltura convive da secoli con il vulcano. Il paesaggio è segnato dalle colate laviche, dai muretti in pietra, dai terrazzamenti e dalle vecchie vigne, ancora oggi in molti casi coltivate secondo il tradizionale sistema ad alberello.
Protagonista indiscusso dei vini rossi è il Nerello Mascalese, vitigno capace di interpretare con particolare sensibilità le caratteristiche dei diversi vigneti. Ed è proprio qui che il concetto di contrada diventa fondamentale: altitudine, esposizione e natura dei terreni cambiano anche a distanze relativamente brevi, contribuendo a dare ai vini espressioni differenti.
È uno degli aspetti che rende l’Etna così affascinante: non esiste semplicemente “il vino dell’Etna”, ma un mosaico di luoghi, vigne e interpretazioni, ciascuno capace di raccontare una sfumatura diversa del vulcano.
Vigneti Vecchio: una storia profondamente etnea
È proprio durante il nostro viaggio sul versante nord che abbiamo avuto modo di visitare Vigneti Vecchio, piccola realtà artigianale di Verzella, nel territorio di Castiglione di Sicilia.
Il progetto prende forma nel 2016, quando Carmelo Vecchio, dopo una lunga esperienza maturata nella viticoltura etnea, decide insieme alla moglie Rosa La Guzza di iniziare a vinificare direttamente le uve delle vigne di famiglia. Una storia che affonda però le proprie radici molto più indietro nel tempo, in una famiglia legata da generazioni alla coltivazione della vite sull’Etna.
Oggi Vigneti Vecchio lavora pochi ettari di vigneto sul versante nord, seguendo un approccio artigianale e rispettoso del territorio. Vecchi alberelli, varietà autoctone e parcelle situate in contrade differenti diventano gli elementi attraverso cui Carmelo e Rosa raccontano le diverse anime del vulcano.
Ed è proprio assaggiando i vini provenienti da Malpasso, Crasà e Friera che abbiamo ritrovato uno degli aspetti che più ci affascinano dell’Etna: la capacità di una singola contrada di lasciare la propria impronta nel bicchiere.

Le contrade di Vigneti Vecchio: Malpasso, Crasà e Friera
È proprio attraverso le diverse contrade che il lavoro di Vigneti Vecchio racconta una delle caratteristiche più affascinanti dell’Etna. Malpasso, Crasà e Friera rappresentano tre luoghi distinti del versante nord, interpretati attraverso vecchie vigne e con il Nerello Mascalese come grande protagonista.
Contrada Malpasso, a Verzella, è profondamente legata alla storia della famiglia Vecchio e rappresenta il cuore del progetto. Contrada Crasà, nella zona di Solicchiata, offre un’altra espressione del territorio etneo, mentre Contrada Friera, nel territorio di Linguaglossa, nasce da una vigna particolarmente antica e amplia ulteriormente il mosaico delle parcelle lavorate dall’azienda.
Assaggiare questi vini uno accanto all’altro significa comprendere concretamente il concetto di contrada etnea: stesso vulcano, stesso vitigno protagonista, ma identità differenti. È proprio questa capacità di raccontare le sfumature di pochi chilometri di territorio che rende l’Etna Nord così particolare.
Sciare Vive: un’altra espressione dell’Etna
Accanto ai vini di singola contrada troviamo Sciare Vive Etna Rosso DOC, un’altra interpretazione del territorio firmata Vigneti Vecchio. Un vino che nasce da vecchie vigne del versante nord e che mantiene al centro il carattere del Nerello Mascalese, la freschezza e l’identità vulcanica dell’Etna.
Se Malpasso, Crasà e Friera permettono di entrare nel dettaglio delle singole parcelle, Sciare Vive offre uno sguardo più ampio sullo stile della cantina, mantenendo quella bevibilità e quella forte impronta territoriale che abbiamo ritrovato durante la nostra visita.
Un viaggio che ritroviamo nel bicchiere
Visitare l’Etna significa comprendere meglio anche i vini che scegliamo di portare sugli scaffali della nostra enoteca. Camminare tra le vigne, osservare da vicino i terreni vulcanici e conoscere chi ogni giorno lavora in questi luoghi cambia inevitabilmente il modo di assaggiare una bottiglia.
È esattamente ciò che cerchiamo nella selezione di Vinoteca Nazionale: vini artigianali capaci di raccontare un territorio e vignaioli che mantengono un rapporto autentico con la propria terra.
Il nostro viaggio sul versante nord ci ha ricordato ancora una volta perché l’Etna continui ad affascinarci così tanto: un unico vulcano, tante contrade e vini capaci di raccontarne ogni volta una sfumatura diversa.
